Attività

Dintorni

L’Argentario e le Oasi del WWF

Tra i promontori della costa toscana l’Argentario è il più alto e il più vario. Questa antica isola calcarea che culmina nei 635 mt di Punta Telegrafo è oggi saldata alla costa dai tomboli sabbiosi della Giannella e della Feniglia. Compresa tra il Monte Argentario e la terraferma, la Laguna di Orbetello è una delle aree umide più importanti d’Italia. Riserva Regionale e Oasi del WWF è affiancata da boschetti e canneti e ospita oltre 250 specie di uccelli tra cui il cavaliere d’ Italia, il fenicottero rosa, la spatola e il gruccione. La Duna Feniglia, rivestita da una pineta impiantata nel 1911, è protetta da una Riserva Naturale di 474 Ha e ospita daini, scoiattoli, istrici e varie specie di rapaci. Altrettanto interessante dal punto di vista faunistico è l’Oasi WWF di Burano vicino al borgo di Capalbio. Di grande interesse i centri storici di Orbetello, Porto Santo Stefano, Porto Ercole e l’area archeologica della città di Cosa in località Ansedonia.

Le isole dell'Arcipelago Toscano

A ovest dell’Argentario si trovano le isole di Giannutri e del Giglio facenti parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. A Giannutri non esistono sentieri segnati, tuttavia è possibile raggiungere il sito di un’antica Villa Romana, visibile anche dal mare. Il Giglio, che culmina nei 498 mt del Poggio della Pagana offre itinerari di grande interesse naturalistico. Sulle scogliere è possibile avvistare uccelli marini come il gabbiano reale, il marangone dal ciuffo, il cormorano e la berta minore. Da vedere la villa romana di Giglio Porto, il borgo e la Rocca di Giglio Castello e la torre di Campese.

Il Parco della Maremma

Il Parco della Maremma è una delle aree protette più interessanti e visitate della Maremma Toscana. Istituito nel 1975, si estende su circa 9.800 Ha e comprende la piana della foce del fiume Ombrone, la splendida Pineta Granducale e l’aspra dorsale calcarea dei Monti dell’Uccellina. Rivestite da fitta macchia mediterranea e disseminate da numerose torri medievali le alture del Parco della Maremma ospitano il cinghiale, il daino, l’istrice e numerose altre specie di piccoli mammiferi. Tra gli uccelli sono presenti il falco di palude, il falco pescatore, il gabbiano reale, l’airone cenerino, il martin pescatore, l’albanella reale e il gruccione. Notevole anche la presenza di cavalli e di bovini di razza maremmana. Il monumento più interessante è l’Abbazia di S. Rabano, fondata dai monaci Benedettini intorno all’anno 1000. La zona centrale dell’area protetta si raggiunge utilizzando i mezzi del Parco che collegano il centro di Alberese con la località i Pratini dalla quale si prosegue a piedi lungo quattro itinerari segnati. Tutti i giorni, invece, sono accessibili i due sentieri faunistico-forestali di Alberese, l’anello di Bocca d’Ombrone e i due sentieri del versante di Talamone.

Le colline tra l'Ombrone e il Fiora

Nella natura tra colli e boschi, spiccano le sorgenti termali di Saturnia, alimentate dal torrente termale “Gorello” nel tratto in cui confluisce nel fiume Stellata: un luogo suggestivo, dove anche in pieno inverno è possibile fare il bagno e godere dei benefici dati dalle acque ricche di zolfo. Meritano una visita i centri storici di Manciano, Montemerano, Magliano in Toscana, Montiano e Scansano. Tra le aree archeologiche spiccano la necropoli etrusca del Puntone, le fortificazioni romane di Poggio Murella e i resti degli abitati etruschi di Doganella e Ghiaccioforte. Da Magliano si raggiungono a piedi le rovine della Chiesa Romanica di San Bruzio. I marcati saliscendi e le distanze tra i centri storici della zona fanno sì che quasi tutti gli itinerari siano abbastanza impegnativi.

Le città del Tufo

Risalendo la collina lungo il corso del fiume Fiora la Maremma cambia volto. Intorno alle case di pietra lavica, alle mura, ai palazzi e alle chiese dei borghi etruschi di Pitigliano, Sorano e Sovana il paesaggio alterna vigne e oliveti a profondi valloni incisi nel tufo dalle acque dei fiumi Lente e Fologna e dei loro affluenti. Verso sud, chiude l’orizzonte la Selva del Lamone, l’intricata foresta di querce e lecci che ha segnato per secoli il confine tra le terre del Granduca di Toscana e quelle del Papa e che vede oggi incontrarsi le Province di Grosseto e Viterbo. A rendere celebre la zona sono i borghi fortificati di Pitigliano e Sorano e le chiese romaniche e le necropoli etrusche di Sovana. Per gli escursionisti il fascino di questo angolo della Maremma sta nella varietà dei sentieri che attraversano dei panoramici altopiani per poi addentrarsi nelle Vie cave, i canyon nel tufo utilizzati già al tempo degli Etruschi come vie di comunicazione. Verso Nord, ai piedi del Monte Amiata, sorprendono il viaggiatore il fortilizio di Castell’Ottieri e l’insediamento rupestre etrusco e medievale (ma utilizzato fino all’Ottocento) di Monte Vitozzo, simile ai Sassi di Matera. Accanto al corso della Fiora si trova la necropoli di Poggio Buco, un centro che Etruschi e Romani conoscevano con il nome di “Statonia”.

La valle dell'Ombrone

Anche se per la geografia la Valle dell’Ombrone è il cuore della Provincia di Grosseto, le colline sulle due sponde del fiume sono poco note ai visitatori di questa parte della Toscana. Boschi e fiumi, centri storici e monumentali isolati rendono la valle meritevole di una visita attenta. Dal punto di vista naturalistico la zona più interessante coincide con le Riserve Naturali del Farma e del Basso Merse, al confine tra le Province di Grosseto e di Siena, dove troviamo boschi di cerri e roverella e una ricca macchia mediterranea. Sulle due rive dell’Ombrone il paesaggio diventa più dolce e alterna i campi coltivati ai boschi e molti filari di cipressi che ricordano la vicina Val d’Orcia. Tra i numerosi centri storici meritano una visita Casal di Pari, Pari, Civitella Marittima, Paganico, Campagnatico, Sasso d’Ombrone, Batignano e Sticciano. La città etrusca e romana di Roselle è tra le più importanti della Toscana.

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